Vi sono numerosi percorsi da compiere in Basilicata se, in particolar modo, cercate un ravvicinato contatto con la natura.
Matera è infatti la dimostrazione del forte legame esistente tra uomo e natura. L’uomo si è adattato all’ambiente.

Sono qui visibili dei bellissimi paesaggi rupestri e il parco della Murgia all’interno del quale si possono visitare le chiese rupestri di Madonna delle Croci, San Nicola all’Otra, la Madonna degli Angeli, la Cripta di S. Eustachio, il Cristo della Selva, la Madonna di Monteverde, la Madonna del Giglio la Chiesa di Santa Lucia alla Gravina, la Grotta del Sole e la Madonna del Loe.Chiese Rupestri a MateraDa non perdere la visita al parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, uno dei luoghi più suggestivi.

Qui è infatti conservata la testimonianza di oltre 150 chiese rupestri impiegate già in epoca preistorica come abitazione e della “Grotta dei Pipistrelli” abitata già dal paleolitico.

In questi luoghi sono tanti i percorsi che potrete percorrere, lungo i valloni e le murge, fino alle creste, scendendo lungo le gole e le gravine.Ad esempio, seguire un itinerario che prende avvio da una vecchia cisterna coperta e vicina ad una masseria, Masseria Irene, di lì un sentiero in terra battuta conduce sino a dei seminativi situati a ridosso della Gravina di Matera.

Risalendo il canyon in direzione nord si giunge nella macchia mediterranea colpiti da un tripudio di odori e colori. Le cripte sono disseminate lungo il ciglio della Gravina, Cripta del Canarino, Cripta di S. Andrea, Cripta della Scaletta, Madonna della Loe.
Tra queste le più importanti è quella intitolata alla Madonna della Loe, un santuario ancora oggi meta di pellegrinaggio una volta all’anno.
Una vegetazione lussureggiante ricopre il fondo e le pareti del vallone della Loe, incisione calcarea poco profonda.

L’umidità e la presenza di un modesto ruscellamento creano delle condizioni microclimatiche adatte alla rigogliosa selva che caratterizza il vallone. Sembra quasi di trovarsi in un bosco incantato.
Segue il villaggio rupestre di S. Eustachio  caratterizzato dall’elegante chiesetta omonima ed i suoi affreschi tra cui spicca quello che ritrare S.Eustachio a cavallo.L’Oasi del Lago di San Giuliano comprende un lago artificiale creato nel 1957 a scopo irriguo, al corpo centrale si aggiungono un tratto di fiume e una valle stretta e profonda, la gravina, tipica anche dell’altopiano pugliese delle Murge e scavata dal fiume Bradano.
Vi sono varie specie di alberi non autoctoni: eucalipto, pino d’Aleppo, cipresso. Oasi del Lago di San Giuliano
In alcune aree si trova la roverella e sulle sommità della gravina è presente una vegetazione adatta a climi e suoli aridi, mentre alla sua base e sulle rive del fiume cresce la vegetazione igrofila: salicone, tamerice, pioppo tremulo.
Il lago è un importante sito di sosta per uccelli migratori,  sono state osservate diverse specie tra cui folaga, cormorano, airone cenerino, gru, cicogna bianca, cicogna nera, spatola, airone bianco maggiore, cavaliere d’Italia, falco pescatore, nibbio reale, nibbio bruno, falco di palude, grillaio, lanario.

La Riserva Regionale del Bosco di Policoro è un bosco igrofilo esteso per circa 680 ettari nei Pantani Soprano e Sottano, al suo interno è compresa l’area del WWF ed è relitto di una foresta planiziaria.
Un habitat che è al confine tra fiume Sinni e il Mare che consente di osservare dalla spiaggia verso l’interno del bosco i diversi passaggi delle associazioni vegetative, dalla vegetazione delle sabbie alla macchia mediterranea a quella del bosco igrofilo. La varietà del bosco è data anche da aree palustri stabilmente impaludate laddove fiorisce l’Iris di palude.

PolicoroUna vegetazione lussureggiante, quindi, costituita anche dalla presenza di pioppo bianco, olmo campestre, frassino oxicarpa, ontano nero e salice bianco. Per la varietà ambientale è un’area strategica per la migrazione degli uccelli.

In provincia di Potenza   si trovano la Riserva Regionale del Pantano di Pignola, che si estende in una conca e presenta una ricca vegetazione, sulle rive predominano il canneto e le tife, nelle zone più asciutte boschetti di roverella, farnetto, biancospino, si trovano anche salici bianchi e salici fragili, l’ontano napoletano, il pioppo ibrido.

La Riserva regionale Abetina di Laurenzana, sempre in provincia di Potenza,è un ambiente molto peculiare con abete bianco, faggio e cerro; l’Oasi della Faggeta di Moliterno, ricopre le pendici Nord orientali del monte Calvarosa tra Basilicata e Campania, la maggior parte della superficie boschiva è caratterizzata da fustaie di faggio, roverella, nocciolo, orniello con rovo, biancospino, perastro, melo selvatico, pungitopo.

 

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