Matera è una città antichissima, il cui territorio testimonia insediamenti senza soluzione di continuità sin dall’età paleolitica.
Nei dintorni della città sono state rintracciate zone preistoriche con interessanti ritrovamenti archeologici (San Martino- Serra Rifusa- Picciano – Tirlecchia – Murgecchia – Serra d’Alto- Timmari).

In diverse grotte sparse lungo le Gravine materane, infatti, sono stati ritrovati oggetti risalenti all’epoca paleolitica, che testimoniano la presenza di gruppi di cacciatori.
Nel periodo Neolitico gli insediamenti divennero più stabili, tanto che sono presenti tracce evidenti di diversi villaggi trincerati, in particolare sulla Murgia Timone.

Vi sono varie ipotesi sull’origine del nome della città.Si suppone che il nome d’origine sia “Materia”, dal latino “materia, cioè legname”.
Secondo l’ipotesi di Cely Colaianni, la città sarebbe stata anticamente chiamata dai Greci “Mataia ole”, ovvero “tutto vacuo”, con riferimento alla Gravina, fossa attraversata da torrenti, altra ipotesi farebbe derivare Matera da “Mata” (cumulo di rocce).
Non mancano teorie più fantasiose, come “cielo stellato” dal greco “Metereon”.

La storia della città di Matera è molto burrascosa. Dapprima  fu annessa dai Longobardi  al Ducato di Benevento e poi distrutta dai Franchi.

Sassi di MateraMatera fu distrutta più volte, dall’imperatore Ludovico II nell’876, e dai Saraceni, i quali, fautori di una precedente liberazione, la ripresero nel 937 distruggendola completamente nel 994.
Agli inizi del secolo XI il Paese fu rifondato dai Bizantini.

Si succedettero vari possessori: Normanno Roberto Loffredi, i cui eredi ne ebbero il possesso fino al 1133, la Corona, in particolare Ferdinando II d’Aragona affidò in feudo, la città di Matera, al conte Carlo Tramontano, poi gli Orsini fino alla fine del feudalesimo (1638).

Matera fece parte della Puglia (Terra d’Otranto) fino al 1663 anno in cui venne incorporata alla Basilicata e nominata capoluogo, nel 1806 il ruolo di capoluogo venne ceduto alla città di Potenza.

A Matera risalta l’impronta orientale delle comunità dei monaci bizantini che hanno contribuito allo sviluppo degli antichi quartieri.
A partire dal VIII secolo, infatti, il territorio materano fu teatro di una notevole immigrazione da parte di monaci benedettini e bizantini che si stabilirono lungo le grotte della Gravina trasformandole in Chiese rupestri.
Per la ricca presenza di chiese rupestri, è stato istituito il Parco Archeologico Storico-Naturale delle Chiese Rupestri del Materano.

Tra le più importanti occorre nominare la Chiesa di Santa Barbara delle Cupole (sec. IX-X), quella di Sant’Antonio del Cortile e delle quattro Chiese (sec. XII_XIII), Santa Lucia alle Malve (con tre navate e pitture del sec. IX a.C.), Santa Maria de Idris e San Giovanni in Montarone (sec. XII_XIV), Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci (sec. X-XI), Santi Pietro e Paolo, Santa Maria della valle, Santa Maria della Colomba, San Pietro in Lama.

Vanno citate, inoltre, la Cripta del Peccato Originale, una grotta, interamente dipinta, in una crepa sotto Matera, e San Pietro Barisano del sec. XII-XIII scavata nella roccia con altorilievo policromo.

La città è divisa in due parti: ad occidente l’insediamento moderno ed a oriente quello più antico dei “Sassi”.
Molte abitazioni, prevalentemente scavate nel tufo calcareo, sono ormai abbandonate.
Nel 1993 i “Sassi” sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Il Sasso Barisano, girato a Nord-ovest sull’orlo della rupe se si prende come riferimento la Civita, fulcro della città vecchia, è il più ricco di portali e fregi scolpiti che ne nascondono il cuore sotterraneo.
Il Sasso Caveoso, guarda a Sud, è disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni.
Al centro della Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, e alla sua sommità si trovano la Cattedrale e i palazzi nobiliari.

Nella prima metà del XX secolo venne disposto lo sfollamento con legge nazionale, negli anni Cinquanta, fino all’attuale recupero, iniziato a partire dalla legge del 1986.
La scelta di questo sito, per quanto abbia garantito l’estrema sicurezza all’abitato, ha comportato ai suoi abitanti enormi difficoltà nell’approvvigionamento delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme banco calcarenitico a circa 150 mt dal livello del torrente.

Per i materani non era immaginabile che la loro città sarebbe stata considerata Patrimonio mondiale dell’Umanità né che la stessa possa essere, nel 2019, Capitale Europea della Cultura.
La città di Matera è stata fonte di ispirazione per artisti, scrittori, cineasti.

I suoi Sassi sono saldi alla roccia come la città ad un’immagine primitiva, fortemente attaccata alla vita.
Un vero ponte nella storia dell’umanità, dalle grotte alle stelle, dal paleolitico al futuro, dalla montagna all’indagine dello spazio infinito.

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